Fine vita dei moduli fotovoltaici

Gli scarti dei pannelli solari dismessi offrono l’opportunità per recuperarne preziosi materiali e di creare nuovi posti di lavoro attraverso il loro riciclo. Secondo l’International Renewable Energy Agency, entro il 2030, il valore cumulativo delle materie prime recuperabili dai pannelli a fine vita a livello globale sarà di circa 450 milioni di dollari, che equivalgono al costo delle materie prime attualmente necessarie per produrre circa 60 milioni di nuovi pannelli. .

Il ciclo vita dei moduli fotovoltaici

Il modulo fotovoltaico è il prodotto elettronico con la garanzia di vita più ampia, a differenza dei prodotti ad “obsolescenza programmata” (laptop, cellulari, TV ecc.). Attualmente FuturaSun offre una garanzia di 15 anni contro i difetti e una garanzia di performance di 25 e 30 anni (a seconda della tecnologia). Ma questi valori, derivanti da stress test accelerati, sono estremamente conservativi. Ci sono impianti fotovoltaici, installati anche in centri di ricerca europei, come il JRC di Ispra, che funzionano da 40 anni. Considerando quindi che nel frattempo la tecnologia fotovoltaica si è enormemente evoluta, non vi è motivo di ritenere che la durata effettiva di un modulo fotovoltaico sia inferiore a 40 anni. Garantire una lunga durata del prodotto è essenziale quanto smaltirlo correttamente.

La composizione dei moduli fotovoltaici

FuturaSun è specializzata in tecnologia solare al silicio cristallino, principalmente di tipo n, che rappresenta la maggior parte della quota di mercato dei pannelli solari. Questo tipo di modulo è costruito da un telaio in alluminio, vetro, filo di rame, strati polimerici e un backsheet, celle solari in silicio e una scatola di giunzione in plastica. Una volta separati, questi materiali sono riciclabili per oltre il 90% e possono essere utilizzati per realizzare nuovi moduli o altri prodotti.

A titolo esemplificativo, per la produzione del modulo fotovoltaico Silk® Nova Duetto (144 celle half-cut), FuturaSun utilizza i seguenti di componenti:

Pertanto, l’80% del modulo è realizzato in vetro e il 9% del modulo è in alluminio, materiali riciclabili al 100%. Anche gli altri materiali possono essere riciclati, arrivando a oltre il 90% di riciclabilità del modulo secondo PV Cycle (l’ente preposto al riciclo dei moduli fotovoltaici in Italia) ed ENEA (Fiandra, Sannino “Analysis report on photovoltaic waste as a source of valuable material” RT/2023/5/ENEA).

Processo di smaltimento

Esistono diversi metodi per riciclare i pannelli solari, che possono includere alcuni o tutti i tre seguenti passaggi:

  1. Rimozione del telaio e della scatola di giunzione;
  2. Separazione del vetro e del wafer in silicio mediante processi termici, meccanici o chimici; e/o
  3. Separazione e purificazione delle celle di silicio e dei metalli speciali (ad esempio argento, stagno, piombo, rame) attraverso tecniche chimiche ed elettriche.

Il riciclo è già ben consolidato all’interno dell’industria del vetro, dei metalli e dell’elettronica. E può ospitare pannelli solari e altri componenti dei sistemi di energia solare. Questi processi in genere comportano la frantumazione, la triturazione e la fresatura, solitamente dopo la rimozione del telaio e della scatola di giunzione. Il settore è nuovo e ancora in crescita, e i ricercatori esaminano come commercializzare il riciclo per recuperare dal punto di vista economico la maggior parte dei componenti di un modulo solare.

PV Cycle

La nostra azienda partecipa a programmi di smaltimento dei moduli da oltre 10 anni. FuturaSun è il principale contribuente italiano di PV Cycle Italy (30% del fatturato) e membro di PV Cycle Germany – sistemi collettivi che si occupano della gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, batterie e accumulatori, imballaggi e rifiuti industriali.

PV Cycle nasce nel 2007 da un’iniziativa volontaria di alcuni importanti produttori europei di moduli fotovoltaici. Oggi il consorzio offre i propri servizi ad aziende e detentori di rifiuti in tutto il mondo, offrendo servizi di conformità normativa e di gestione dei rifiuti per i produttori ai sensi della normativa RAEE e Pile e Accumulatori.

Direttiva WEEE 2012/19/UE (rifiuti elettronici)

(modificata dalla Direttiva 2018/849)

Secondo la normativa europea, il primo importatore nel Paese di installazione è responsabile dell’adeguato smaltimento dei WEEE, seguendo le procedure nazionali che ciascuno Stato Membro ha emanato in conformità alla Direttiva. FuturaSun fornisce ai propri clienti il ​​preventivo, la conferma d’ordine e la fattura, compresi i chiarimenti in riferimento ai limiti e alle applicazioni della Direttiva WEEE. La Direttiva prevede schemi di raccolta in cui i consumatori restituiscono gratuitamente i propri rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, al fine di aumentarne il riciclaggio e/o il riutilizzo.

Riparazione dei moduli fotovoltaici

Prima di riciclare è importante verificare se è possibile riparare un prodotto. FuturaSun, infatti, ha contribuito in modo determinante alla stesura del protocollo CEI per la riparazione dei moduli fotovoltaici per evitare la produzione di rifiuti (CEI Doc. CT 82. Rapporto Tecnico. Rigenerazione dei moduli fotovoltaici. Rev. 5/3/21).

Dipartimento Sostenibilità

Abbiamo un dipartimento interamente dedicato alla sostenibilità aziendale. Se avete domande, non esitate a contattarci a sostenibilità@futurasun.it