Guidando la neutralità carbonica

Il modulo fotovoltaico Silk® Plus è ora disponibile anche nella versione carbon neutral.

Energy Payback time vs Carbon Neutrality

Un modulo fotovoltaico genera molta più energia nel suo ciclo di vita rispetto a quanta ne viene usata per realizzarlo. Infatti nell’arco di 1 anno (o al massimo 2 anni) un impianto fotovoltaico restituisce tutta l’energia che è stata usata per realizzarlo. Tuttavia, come qualsiasi altro prodotto, ha un impatto ambientale.

Emergenza Climatica

La quantità di carbonio che l’umanità può permettersi di immettere nell’atmosfera è limitata a pochi anni. Per questo ogni azienda deve assumersi la propria responsabilità e dare il proprio contributo all’abbattimento delle emissioni.

La scienza non lascia spazio a dubbi: l’attività umana produce i gas “serra” i quali restando intrappolati nell’atmosfera, fanno aumentare le temperature medie sulla Terra. Se non mettiamo in atto delle azioni concrete e misurabili, le previsioni sono di temperature sempre più alte, con scenari climatici estremi e imprevedibili. Per questo è importante agire ora!

2022_FuturaSun_Plus_108
Futurasun cele mono multi-busbar 400 watt
2021_FuturSun_SILK-Plus_108M_1280x960_2
Futurasun 108M 410w
2022_FuturaSun_Plus_108 Futurasun cele mono multi-busbar 400 watt 2021_FuturSun_SILK-Plus_108M_1280x960_2 Futurasun 108M 410w

Riduzione della nostra impronta di carbonio

FuturaSun, da sempre attenta agli aspetti ambientali del proprio operato, ora vuole ufficializzare il proprio impegno ponendosi degli obiettivi sia di breve che di medio-lungo periodo per ciò che riguarda la riduzione delle proprie emissioni.

I nostri esperti sono già al lavoro per abbassare le emissioni di tutti i nostri prodotti: a partire dall’estrazione delle materie prime, fino alla loro lavorazione e alla produzione dei moduli fotovoltaici FuturaSun. Siamo fiduciosi che la tecnologia ci aiuterà ad essere sempre più efficienti non solo nelle prestazioni dei moduli ma anche nella riduzione del loro impatto ambientale.

In particolare, nel progetto europeo IBC4EU Futurasun sta partecipando ad uno specifico task per ridurre il footprint del modulo con:

  • processo produttivo meno energivoro grazie alla nuova stringatrice che stiamo sviluppando;
  • maggiore resa a livello di impianto con la bifaccialità;
  • altri materiali per le serigrafie delle celle (rame anziché lega d’argento).

Inoltre, il nostro team R&D sta studiando delle soluzioni per avere cornici in altri materiali, riciclabili come l’alluminio, ma a minor intensità energetica.

Per quanto riguarda i nostri prodotti BIPV (integrazione architettonica), si tratta di moduli che possono essere usati al posto di altri materiali di rivestimento a scopo duale energetico/estetico, laddove altrimenti si sarebbero usati solo materiali tradizionali senza payback energetico.

Tra le novità, abbiamo recentemente introdotto il modulo Velvet a eterogiunzione: questa tecnologia permette di avere una minore impronta di carbonio a livello di cella e di conseguenza di modulo.

In merito agli imballi dei nostri prodotti, vengono costantemente ottimizzati per aumentare i Watt trasportati a parità di container. Oggi in un container mettiamo il doppio dei Watt di 10 anni fa.

Misurato e compensato

Abbiamo misurato il carbon footprint dei nostri pannello Silk® Plus 410Wp e Silk® Plus All Black 400Wp grazie ad uno studio LCA effettuato secondo la norma ISO 14025. Abbiamo dunque fatto la scelta di compensare le emissioni che non si possono per ora azzerare attraverso un progetto di carbon credits offsetting – uno strumento certificato per la riduzione delle emissioni di carbonio.

Il carbon offsetting è un’attività volta a compensare l’emissione di anidride carbonica o di altri gas a effetto serra attraverso la riduzione delle emissioni di CO2. In altre parole, è un meccanismo che permette di compensare le proprie emissioni di CO2 attraverso il supporto a progetti di riduzione delle emissioni certificati, i quali assorbono o evitano l’emissione di CO2 in contesti dove altrimenti sarebbero inevitabili

Il nostro progetto in Kenya

 

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Il progetto da noi scelto è volto alla realizzazione di un acquedotto in Kenya, che grazie ad un impianto fotovoltaico FuturaSun da 45 kW, fornirà acqua potabile a circa 50.000 persone. Abbiamo deciso di partecipare al progetto non semplicemente acquistando dei crediti sul mercato, ma piuttosto in maniera strutturale, diventando partner attivo del progetto.

Acqua potabile per 50.000 persone

Finora la popolazione della contea di Siaya sul Lago Vittoria, ha bevuto acqua non potabile: i più fortunati potevano permettersi di bollirla, con metodi poco efficienti, contribuendo così alla deforestazione dell’area. Donne e bambini, che di solito sono incaricati dell’approvvigionamento dell’acqua, non dovranno più impiegare fino a 3 ore ogni giorno per trovare l’acqua; la potranno invece ritirare nel punto di distribuzione vicino a casa.

Il progetto con una valenza sia ambientale che sociale è certificato da GoldStandard sotto il numero GS11544 e genererà circa 15.000 carbon credits all’anno per 15 anni.

GoldStandard è uno standard che stabilisce i requisiti per realizzare progetti per il massimo impatto positivo sul clima e il contestuale miglioramento delle condizioni di vita delle popolazioni.

SDGs

Gli obiettivi ONU per lo sviluppo sostenibile (SDGs) che vengono realizzati attraverso il nostro progetto (assegnati al progetto dall’ente certificatore) sono i seguenti: